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Perché ChatGPT non cita la tua scheda prodotto

Perché sulle domande d'acquisto i motori AI quasi non guardano le schede prodotto. Su dieci domande poste a ChatGPT e ai riquadri AI di Google ad agosto 2026, una scheda prodotto singola non è stata citata nemmeno una volta.

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Questa non è un'opinione sul futuro del commercio online. È il risultato di una misurazione che faccio ogni mese e che chiunque può rifare: dieci domande d'acquisto vere, poste a ChatGPT e ai riquadri AI di Google, segnando ogni volta chi viene citato e — soprattutto — che tipo di pagina è.

Il primo giro è del 19 agosto 2026. Il risultato principale è scomodo anche per me, che le schede prodotto le vendo: zero schede prodotto citate su dieci domande.

Chi viene citato al posto tuo

Dipende dal tipo di domanda, e la differenza è netta.

Tipo di domandaRiquadri AI di GoogleChatGPT
Commerciale«miglior integratore per…»I blog delle farmacie online. Su una sola domanda ho contato otto farmacie diverse, tutte con un articolo sullo stesso argomento.Letteratura scientifica ed enti pubblici. Su tre domande su quattro, nessun negozio.
Informativa«differenza tra X e Y»Blog di farmacie, siti dei produttori, magazine. E una pagina di categoria di un e-commerce.O risponde a memoria senza cercare, oppure cita il sito del produttore.
Di negozio«migliori erboristerie online»Home page degli e-commerce, più i portali di recensioni.Pagine di categoria, recensioni e blog generalisti.

Non faccio i nomi dei negozi né dei marchi: non li faccio mai, né per criticarli né per portarli a esempio. I tipi di pagina però sono questi, e li puoi verificare in dieci minuti facendo le stesse domande.

Il formato che vince è un articolo, e quasi nessun negozio ce l'ha

Sulle domande commerciali, il posto nel riquadro AI se lo prende un articolo di blog che risponde alla domanda. Non una vetrina, non una scheda: un testo che spiega come si sceglie fra dieci prodotti simili.

È un contenuto che un'erboristeria o un vivaio possono scrivere benissimo — ne sanno più di chi lo scrive adesso — e che non scrivono quasi mai. Nel mio elenco di negozi italiani da contattare, nessuno ce l'ha.

Cosa hanno in comune le pagine citate: un numero dentro

È la cosa più utile che ho trovato, ed è la parte che riguarda direttamente le schede. Quando ChatGPT nomina un negozio, motiva la scelta con un dato preciso preso dalla pagina: quante referenze tiene, in che formato, quanti milligrammi per dose.

Cita il numero, non l'aggettivo. «Assortimento ampio» non viene ripreso da nessuno. «Oltre 150 erbe sfuse, generalmente da 100 g» sì, perché è verificabile e si può riportare senza doverci mettere del proprio.

Questa parte è anche l'unica cosa su cui ho influenza. Il numero che il produttore dà per scontato e il negozio non riporta è precisamente quello che serve — sia a chi compra, che deve decidere, sia al motore, che deve avere qualcosa da citare.

Cosa faccio con questo, in pratica

Tre mosse, sempre le stesse, su ogni scheda che scrivo:

  • Il dato al posto dell'aggettivo. Prendo la misura, il peso, la temperatura, la resa — dalla scheda del produttore — e scrivo cosa significa per chi compra.
  • Paragrafi che si reggono da soli. Ognuno risponde a una domanda sola e si capisce anche letto fuori contesto, che è il modo in cui un motore lo incontra.
  • Domande vere in fondo. Tre o quattro, quelle che i clienti fanno davvero al telefono, con risposte brevi.

Quello che non faccio è prometterti la citazione. Non dipende da me, e il barometro di agosto mostra chiaramente che sulle domande d'acquisto oggi i negozi partono indietro.

Domande frequenti

Se scrivo meglio le schede, ChatGPT mi cita?
Non te lo posso promettere, e chi te lo promette sta vendendo fumo. Quello che è misurato è il contrario: una scheda copiata dal fornitore non viene ripresa da nessuno, perché è identica ad altre venti. Scriverla con dati espliciti e domande vere è la condizione minima, non la garanzia.
Quali domande hai fatto, e a chi?
Dieci domande d'acquisto reali del settore erboristeria e integratori, del tipo «miglior integratore per X» e «differenza tra X e Y». Poste a ChatGPT e ai riquadri AI di Google il 19 agosto 2026. Sette delle dieci le ho fatte da un browser pulito, senza cronologia personale; le prime tre dal mio telefono, quindi su quelle la cronologia può aver pesato. Dal giro di ottobre uso un metodo solo per tutte e dieci.
Allora le schede prodotto non servono a niente per le AI?
Servono, ma non come pagina da citare in una classifica. Sulle domande di negozio i motori riprendono home page e pagine di categoria; su quelle informative anche i siti dei produttori. La scheda lavora dentro quell'insieme: è quella che dà al motore il dato preciso da riportare, e a chi compra il motivo per scegliere.
Ogni quanto rifate la misurazione?
Ogni mese, con le stesse dieci domande, così i giri si possono confrontare fra loro. Il primo è del 19 agosto 2026. Un dato singolo non dice niente: è la serie che comincia a dire qualcosa.